Il volo della famiglia Knitter/Guia Risari/Anna Castagnoli/Bohem

Incontrare una storia bella non è facile, incontrare una storia bella che abbia per protagonista una intera famiglia è veramente difficile.

La famiglia Knitter (già il significato di questo cognome mi piace moltissimo, qualcosa a che vedere col tessere, che sa di casa, legami e pazienza) è una famiglia comune, fatta di mamma, papà, figlio uno, figlio due,cane, gatto e canarino.
L’assenza di nomi e la dolcissima sfumatura dei lineamenti, che fa soltanto intuire la fisionomia dei personaggi, sono geniali espedienti per far precipitare il lettore nella storia e nell’atmosfera dell’albo.

Una quasi inconscia immedesimazione ci mette subito a nostro agio, perché non c’è tempo per indugiare troppo tra parole e immagini, bisogna cominciare subito a volare e a sognare.

La prima tavola ci fa entrare in questa famiglia vedendola tutta stretta dietro a una finestra in una calda giornata estiva, prima che il canarino decida di dare a tutti lezioni di volo.

Sembra proprio di vedere una tensione verso lo spazio aperto, come se la casa fosse troppo piccola per tutta quella vita dentro la famiglia Knitter.

Non possiamo neppure indugiare nella meraviglia, o interrogarci sulla straordinarietà del piccolo maestro canarino, perché le lezioni cominciano immediatamente, con tanto di caviglie slogate e scoperta di talenti più o meno improbabili.

E così con la massina naturalezza, come noi ci prepareremmo per un pic-nic, la famiglia Knitter si prepara per partire per una vacanza così, semplicemente volando.

…un modo economico naturale e divertente di viaggiare. Erano tutti d’accordo e si prepararono delle bisacce leggere da legarsi in vita.

In poche righe tutto viene svelato nella sua meravigliosa semplicità, la libertà di un viaggio senza pesi inutili, reali e figurati, assicura un divertimento incondizionato.

Le espressioni dei membri della famiglia, i loro modi, i loro abiti sono deliziosamente vaghi e leggeri, come i colori usati, evocativi di un mondo sospeso tra cielo, nuvole, mare e sogno.
Pochi tratti e pochi colori, ma tanta emozione e ricchezza, come se gocciolassero su un foglio pensieri sparsi e ricordi di una vacanza sognata tante volte, dai languidi e vaghi contorni luminosi.

Gli Knitter trovano un’isola deserta (sembra davvero appena emersa!) nel mezzo di un mare impetuoso, e questa famiglia sembra così piccola in mezzo alle onde, quasi si confonde con esse, perché è parte integrante di una natura possente ma accogliente al tempo stesso.

Che meraviglia questa isola paradiso!

Si gioca, si ride, ci si tuffa, si vola. La famiglia convive con la natura che la circonda in maniera perfettamente naturale e gioiosa, in una felice e perfetta pace luminosa e felice.
Nessuno vuole tornare, e allora il viaggio continua.

Una destinazione non c’era. C’era solo la gioia di volare.

Parole bellissime e illustrazioni semplicemente perfette per raccontare una storia leggera come una foglia di primavera e profonda come un cielo stellato.

Leggendo questo albo mi è capitata una cosa che da tanto non mi succedeva, mi sono messa a sognare ad occhi aperti.

Dalla mia cucina sono arrivata ad una personalissima isola dei sogni, dopo aver salutato Peter Pan, il mare di Hokusai, il Giardino Segreto, Venerdì, e tante altri sogni che avevo ricordato o ricordi che avevo sognato.

Il Volo della famiglia Knitter è un viaggio per tutti noi (o quelli di noi che riescono ad alleggerire la bisaccia il più possibile).