LA STORIA DI ANNA E DI TUTTE LE ANNA DEL MONDO, ABUSATE E DIMENTICATE

DI LARA CARDELLA

Ho parlato con una giornalista che ha seguito tutta la vicenda di Anna, vi informo su quanto mi è stato detto. Anna stava seguendo un percorso positivo affiancata da psicologi e assistenti sociali; gli stupratori e le loro famiglie, in sede processuale, espressero il loro rincrescimento e chiesero spontaneamente scusa alla vittima. Anche loro iniziarono un percorso psicologico che si è rivelato positivo per quasi tutti i responsabili. La situazione è precipitata quando alcune persone del paese hanno isolato Anna e hanno costretto la famiglia a tornare in Germania, dove Anna è nata e dove hanno maggiori probabilità di trovare lavoro. Il padre stamattina, attraverso il parroco, ha fatto sapere che desidera vi sia silenzio sul dramma vissuto e che stanno vivendo. Molti di voi chiedono che cosa possono fare: ve l’ho detto e lo ripeto,la situazione è molto delicata, parliamo di una ragazzina di quindici anni e la sua volontà viene prima di tutto, anche della nostra intenzione di aiutarla. Fare pressione, mandare mail, insultare il sindaco non servono ad Anna. La via da seguire è, a mio parere, un’altra: interloquire con l’avvocato e le istituzioni per sapere come sta la ragazzina e se, in qualsiasi modo, possiamo essere d’auto, senza mai fare pressione sulla famiglia che ha diritto alla serenità che chiede. Possiamo pensare a crescere, essere tanti, ma proprio tanti a metterle a disposizione il nostro sostegno in maniera dolce e rispettosa, sempre se lo vorrà. Dimostrarle che c’è una parte sana della società (la maggior parte) che è con lei. Senza chiederle niente, un oceano di persone che non cerca scoop, vuole solo dare aiuto a lei e a tutte le altre Anna.
Ieri sera ho parlato con una figura essenziale per Anna, padre Giordano. E’ l’uomo che con più forza si è opposto al sindaco quando ha parlato di “una bambinata…“, ha condannato senza mezze misure quelle parole, restituendo allo stupro tutta la sua gravità. Mi ha confermato che Anna stava seguendo un percorso positivo, affidata a lui, a psicologi e ad altre associazioni laiche che si sono prodigate in maniera ammirevole. Ama la verità e ci tiene che sia detta, così racconto i fatti come me li ha raccontati, con tutte le necessarie correzioni alle notizie raccontate dai giornali: Anna non è in Germania, innanzitutto. E’ ancora in Italia, con la sua famiglia. Vero è che il trasferimento è voluto dalla famiglia, ma non da Anna. Ciò dimostra, senza alcun dubbio, che la ragazzina sta ritrovando un suo equilibrio. Gli stupratori sono per la maggior parte pentiti e la metà di loro sono stati affidati a don Giordano per il percorso di “messa alla prova” (che, o ripeto per l’ennesima volta, non significa libertà: sono controllati, lavorano, non possono sbagliare, devono dimostrare ogni giorno, assieme alle famiglie, di essere pentiti e consapevoli; sono stati già in comunità e, al minimo errore, vi ritornano. Sono visti da psicologi e assistenti sociali, ricevono visite dalle Forze dell’Ordine, non possono assentarsi; questa non è libertà, è rieducazione). Anna, in questo periodo, è stata in una struttura seguita da padre Giordano: nella stessa struttura c’è anche uno degli stupratori. I genitori non hanno tollerato questa coincidenza, nonostante gli orari siano diversi, e la reazione è comprensibilissima. Da qui la decisione di andare via. Decisione che, ripeto, Anna non condivide. Perché qui sta rinascendo, è seguita da persone che le vogliono bene, sta percorrendo una strada che la sta portando alla serenità. Come potete vedere, la situazione è ancora più complessa di quanto era sembrato dai giornali e molto più delicata. Ho chiesto a padre Giordano di intercedere per poter risanare questa frattura, di fare il possibile per convincere la famiglia, per non lasciare andare Anna in u posto dove non sappiamo se e da chi sarebbe seguita. L’ho invitato nel nostro gruppo: lo ringrazio, intanto, per la pazienza che ha avuto a rispondermi a mezzanotte, ma soprattutto per il lavoro che sta facendo, immane, per aiutare Anna. Se ho detto qualcosa d’inesatto, lo prego di correggermi. A me resta la speranza del suo “Ci proverò”, dettomi ieri. Se l’ha detto, so che davvero proverà a far accadere questo miracolo d’amore. Grazie.