NUOVA ISTANBUL

Tra il 2 e il 5 maggio 2016 l’azienda per cui lavoro, per una concomitanza di avvenimenti, ha mandato me, assieme ad altri quattro dipendenti, ad Istanbul, dove risiedono la maggior parte delle industrie che producono i nostri capi. Non è un mistero che la realizzazione dei campionari e delle produzioni sia stata traslata all’estero, e per quanto ci riguarda la Turchia è la nostra nazione di riferimento per la maggior parte degli item.

Tutto è iniziato una settimana prima di partire, quando la mia capoufficio ha detto che non poteva andare e ha chiesto di mandare me, essendo io il principale referente in Italia delle aziende produttrici di felperia e t-shirt. Eccomi quindi accanto alla referente dell’ufficio prodotto Donna a conoscere finalmente di persona tutte le persone con cui mi scrivo tutti i giorni tramite e-mail, e dare certezze, accogliere dubbi, dare consigli, e soprattutto scegliere capi e tessuti per la nuova collezione, l’autunno/inverno 2017-18. Praticamente il futuro. Quella che abbiamo fatto è stata una ricerca sul campo di quello che i nostri fornitori sanno fare, dei tessuti che hanno, delle tecniche di stampa che padroneggiano meglio, e così ti ritrovi in uno showroom pieno di capi che altre aziende hanno commissionato per altre collezioni, e il tuo lavoro è capire cosa, di ciò che è già stato fatto, potrà essere utile in futuro alla tua linea, al tuo stilista, perché possa essere mischiato alla sua ispirazione e produrre quindi qualcosa di nuovo e interessante, o almeno vendibile, trattandosi di Versace Jeans.

Da qui il problema del prezzo, ovvero di cercare di avere la migliore soluzione al minor costo, e quindi dover combattere con un fornitore perché l’altro, a parità di qualità, fa un prezzo minore, e della fattibilità, perché un tessuto è troppo pesante, la tale lavorazione è troppo costosa, le macchine da ricamo non sono abbastanza grandi. Tutto si mescola e si bilancia, e inizia così il percorso che porta alla progettazione e realizzazione dei campionari per la vendita, di capi che, nella loro assoluta semplicità di utilizzo nella vita di tutti i giorni, in realtà hanno alle spalle un processo fatto di persone che hanno scelto la fibra, la mano del tessuto, gli occhi umani che hanno scelto il colore del tessuto, che hanno deciso che la stampa era troppo secca o che il ricamo andava foderato, che il pantalone era troppo lungo, che l’abbinamento non funzionava, fino ai lookbook e all’acquirente finale, che si fa carico del mantenimento del capo d’abbigliamento che ha comprato, che, speriamo, gli permetta di dare un po’ di brio al suo guardaroba.