Quel “vizio” della tetta prima di dormire…

-Perché l’hai abituata a dormire con il seno? Adesso se tu non ci sei non dorme perché ha preso il “vizio”.

Vogliamo partire da zero? Così per fare capire l’evoluzione di quel “vizio” della tetta prima di dormire…

La nascita:
Un neonato ha un estremo bisogno di contatto fisico e del calore, dell’odore, della pelle, della voce, del suono dei battiti del cuore della propria mamma non per un qualsiasi motivo, ma per sopravvivere. Il neonato esce da quel posto caldo e accogliente e si tuffa in un altro universo dove, ad un tratto, si respira aria, dove la luce abbaglia e dove non c’è più quel cordone che poco prima lo legava a pelle con la mamma. Ecco. Traumatizzante così descritto vero?  È per questo che la primissima cosa che si fa quando il bimbo vede il mondo è avvicinarlo alla mamma per non farlo traumatizzare da tutto quel caos. Si dice, poi, che la gestazione del cucciolo d’uomo duri 9 mesi nella pancia e 9 mesi fuori dalla pancia. Pensate al perché di questa meravigliosa e verissima affermazione.

La tetta:
Sempre parlando del bisogno di contatto fisico fra mamma e neonato, apriamo un mondo quando parliamo di allattamento. Un adulto quando ha fame mangia, un bebè quando ha fame piange chiedendo da mangiare. Per quale motivo, spiegatemi, dovremmo farlo adattare ai nostri orari o abituarlo a mangiare quando noi lo disponiamo? Così piccolo e bisognoso di anticorpi, di nutrienti e del CALORE materno. La funzione della tetta non è solo quella di nutrire il bimbo, ma anche quella di nutrire un rapporto che nasce dallo stesso sangue, dalla stessa pelle.
Vi sembra poco?

I bisogni:
Il pianto di un neonato indica non solo fame, ma tutti i bisogni primari che può avere e che da solo non riesce né a gestire né a soddisfare: sonno, mal di pancia, pannolino sporco, noia, bisogno di mamma. Ebbene si, tra i bisogni vitali c’è anche il “bisogno di mamma”. Il bisogno di sentire quel battito calmo che lo riporti alle origini, di sentire l’odore della pelle da cui si è generato, di sentire il suono che ha scolpito le sue orecchiette, cioè la voce di mamma. Altri motivi? Ne avrei una lista infinita. E dunque mi chiedo, perché farlo piangere fino all’esaurimento? perché farlo autocalmarsi se non ha ancora compreso di essere in un mondo fuori dalla sua mamma? Spiegatemelo, anche se non capirò mai.

Il punto della situazione:
Quindi, arrivati a questo punto faccio un recap: il bimbo è generato e cresce all’interno della mamma, si nutre del suo latte e dunque ha il bisogno vitale di sentire continuamente la sua pelle, la sua voce, il suo odore. Allora, perché alcune persone si ostinano a pensare che farli addormentare al seno (o peggio ancora, allattarli a richiesta!) sia un “vizio”??  No gente, qui parliamo di bisogni primari, non di vizi. Questa è la mia verità, questo è quello a cui fermamente credo. Non sentitevi inadeguate mamme, quando vi dicono che viziate i vostri cuccioli. I vizi sono completamente un’altra cosa! Abbracciateli, baciateli, coccolateli quando piangono, allattate ogni volta che lo vogliono e senza orari, allattateli finché ve la sentite tutti e due. Questi non sono affatto vizi o capricci. Perché dare “limiti” all’amore, alle coccole ma soprattutto a quei bisogni primari?

Ecco.

RominA

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